Medicamenti, strumenti, ricettari e farmacopee

Nell’ottocento la grandissima parte dei medicamenti era preparata in farmacia, consultando i ricettari delle farmacopee o le ricette magistrali dei medici. Nella bottega i medicamenti venivano inoltre confezionati ed etichettati per essere dispensati, oppure conservati in contenitori di forme, materiali e dimensioni diverse: ogni preparazione richiedeva, allora come oggi, specifiche modalità di conservazione.

I medicamenti

VASI IN VETRO E CERAMICA: nei vasi esposti nella parte della bottega dedicata al pubblico erano contenuti i medicamenti composti di pronta dispensazione e le droghe vegetali, animali e minerali. In modo particolare nei vasi di ceramica erano conservati unguenti, pomate, pillole ed elettuari.

CASSETTI: nei cassetti erano conservati i cosiddetti “semplici”: piante medicinali essiccate (radici, fiori, foglie e sommità).

BOCCETTE: nelle boccette di piccole dimensioni con chiusura a smeriglio o sigillate o con salvagoccia erano contenute le droghe eroiche e gli acidi concentrati.

BOTTIGLIE: nelle bottiglie con beccuccio salvagoccia e cupola protettiva a smeriglio venivano conservati i medicamenti densi e oleosi. ​ ​

Le piante medicinali essiccate (radici, fiori, semi e sommità) venivano conservate nei cassetti di legno.
Erano dispensate a peso oppure utilizzate dal farmacista per ricavare gli estratti e per preparare tisane composte.

Le tinture e gli estratti ottenuti dalle piante medicinali e provenienti dal percolatore venivano conservati in bottiglie di vetro scuro con tappo a smeriglio.
Le tinture venivano adoperate per le gocce composte oppure concentrate fino a estratto molle, mentre gli estratti servivano a preparare le tinture composte, gli elettuari e le pillole.

Le acque distillate erano preparate per aromatizzazione dell’acqua con olii essenziali o estratti concentrati ottenuti per percolazione o distillazione.

Venivano conservate in bottiglie di vetro chiaro con tappi a smeriglio.​

​Gli elettuari erano preparati farmaceutici composti da una densa miscela di polveri di droghe vegetali ed estratti vegetali impastati con miele o sciroppi per mascherarne il sapore sgradevole.

Venivano messi negli albarelli di ceramica a bocca larga.

Le sostanze minerali ed i Sali erano contenuti in bottiglie a bocca larga e tappo a smeriglio. Venivano prelevati dal farmacista, pesati e poi utilizzati per fare i preparati in cartine, in pillole o anche sciroppi.

Gli unguenti e le pomate venivano realizzati dal farmacista su di una piastra di marmo utilizzando una spatola di metallo.
Il preparato veniva conservato in vasi di ceramica.

Gli oli e i liquidi densi erano ricavati facendo macerare le varie droghe nell’olio di mandorle ottenuto per spremitura dei semi (oleoliti).
Erano generalmente contenuti in bottiglie con beccuccio salvagoccia e chiuse con una cupola di vetro con tenuta a smeriglio.